Settimana decisiva per le sorti e il futuro dell’ILVA

Settimana decisiva per le sorti e il futuro dell’ILVA

Vincenzo Lucarelli

E’ l’ennesima volta che ci occupiamo del più importante Centro siderurgico nazionale ed europeo. Oggetto da troppo tempo di interventi (i più vari), di risanamento. Purtroppo, finora, andati a vuoto. Quasi sempre espressione di Magistrati, Sindacati, Istituzioni europee, Governo nazionale e relativo Parlamento. A cui bisogna aggiungere a catena i problemi emersi a Terni, Piombino, Genova Cornigliano e Brescia, anche se ciascuno rappresenta una variabile nel panorama siderurgico del Paese, aggrappato negli ultimi mesi alla mediazione dell’Onorevole Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea, specificatamente incaricato.

Non è solo di questo che la SAIL626 intende sottolineare. Piuttosto vuole mettere in evidenza il cosiddetto “programma di aiuti”, già sperimentato negli anni ’70 dell’altro secolo, ormai non più attuale sia in riferimento ai cambiamenti intervenuti nella produzione dell’acciaio, sia riguardo alle condizioni ambientali, gestionali e di mercato che affliggono l’intero comparto. Specialmente per gli interrogativi, senza risposta, suscitati dalla siderurgia italiana su cui si è concentrata in queste settimane l’attenzione del commissario, Enrico Bondi, con l’obiettivo di promuovere e realizzare una politica di risanamento finanziario e ambientale. Oltre a non interrompere un ciclo produttivo sottoposto a torsioni capaci di pregiudicarne l’operatività.

Secondo la SAIL626, si apre per l’ILVA una fase nuova, sia pure difficile,  dovendosi prendere sul serio il destino della siderurgia. Peraltro, correlato a un capitalismo manifatturiero, nella forma di “questione dello sviluppo, del lavoro e della salute su tutto il territorio nazionale e regionale”. Si tratta di un significativo ambito di riforma del sistema Italia. Un tema che reclama il ruolo culturale, sociale e professionale di un tessuto produttivo da rimettere in riga e in moto, soprattutto nel Mezzogiorno. Là dove si pone con urgenza una iniziativa interdisciplinare di formazione tecnica ed operativa nel senso di una radicale inversione di tendenza. Tale da mettere in sintonia conoscenza, competenza, sicurezza e capitalismo industriale.

 

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