Sicurezza collettiva a rischio dentro e fuori i luoghi di lavoro

Sicurezza collettiva a rischio dentro e fuori i luoghi di lavoro

Vincenzo Lucarelli

In questi giorni di calura estiva a geometria variabile siamo vittime e spettatori di incidenti su strada, ferrovia e nella confezione di fuochi d’artificio. Che la dicono lunga rispetto ai titoli dei quotidiani nazionali, lieti di informare i propri lettori circa gli infortuni mortali sul lavoro, complessivamente scesi al 30% in meno, anche se, nel conto finale da 5 anni a questa parte, la crisi economica ha fatto sentire i suoi effetti negativi sull’ occupazione, con una ridotta esposizione a rischio.

Tuttavia, per la spettacolarizzazione del fenomeno che abbiamo di fronte, con i funerali che si susseguono senza sosta in Italia e in Europa, non possiamo non condividere il giudizio critico complessivo, espresso dal Vescovo di Pozzuoli, davanti ad una platea di popolo, strettasi intorno a 38 bare allineate sotto l’altare della Misericordia Divina per l’ultima benedizione: “la solidarietà, ha sottolineato il Vescovo, si sostanzia di regole!”.

Inoltre, non possiamo non richiamare in questa rassegna l’esplosione che ha distrutto una dinastia imprenditoriale, di antica professionalità e competenza della provincia di Pescara, i cui danni hanno funestato un’intera comunità. D’altra parte, ogni anno, a cadenza fissa, non sono così rare calamità del genere. Eppure, le regole e le esperienze insegnano qualcosa, al di là dell’ondata consumistica stagionale, legata alle festività dei Santi Patroni, che si richiamano a tradizioni popolari dell’intera penisola: forse più a Sud che a Nord, con una organizzazione collettiva (temporanea) identica a se stessa.

Ora, giova altresì ricordare i morti del treno diretto a Santiago di Compostela nelle Asturie, condotto da un macchinista che non ha rispettato i limiti di velocità. Limiti che, in Italia, sono affidati a sistemi elettronici efficienti, destinati a evitare disastri. Per non parlare dell’ultimo incidente stradale, avvenuto in Provincia di Avellino, dovuto a un autobus turistico, vecchio di 19 anni, sia pure revisionato in ogni dettaglio tecnico nello  scorso mese di marzo.

Parliamo, quindi, di una serie diversificata di fattori, che Papa Bergoglio ha richiamato per mettere l’accento su “trasparenza e onestà”. Evocato per altre questioni, tuttavia estensibile a ogni espressione concreta della vita associata.

Infine, per la SAIL626, che recentemente ha parlato di controllo e formazione per una sicurezza a tutto campo, è indispensabile la convergenza di più apporti di competenza contro una dilagante e irresponsabile superficialità.

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