Abbattimento delle barriere architettoniche. Una legge troppo spesso dimenticata.

Abbattimento delle barriere architettoniche. Una legge troppo spesso dimenticata.

Vincenzo Lucarelli

Nonostante la Legge vigente (e cogente) le norme che prevedono interventi tecnici per facilitare la mobilità urbana e condominiale tout court dei disabili resta (ancora in parte) relegata nel dimenticatoio.

Fra i casi denunciati mediaticamente, emblematico è quello di una famiglia, residente nella città di Savona in Liguria, domiciliata in uno stabile privo di ascensore, che sarebbe di estrema utilità per una bambina di 5 anni (non vedente) che, per accedere dove abita con i genitori, ogni giorno vive una specie di dramma per recarsi all’asilo, data la particolare menomazione di cui soffre. Peraltro, dovuta a una forma di patologia neurologica, che non le consente di deambulare autonomamente.

Stando così le cose, la famiglia è riuscita a suscitare la solidarietà umana e civile del condominio in cui vive, tanto da ottenere sia il via libera ad installare un ascensore nel cortile condominiale (a ridosso del muro perimetrale del palazzo) sia un contributo economico.

Ciò che, invece, manca all’utilizzazione dell’ascensore è il nulla osta (tuttora bloccato) da parte degli uffici della Sovrintendenza ai Beni Architettonici.

Il quadro fin qui descritto è fin troppo chiaro. Tuttavia stucchevole per gli ostacoli che si frappongono alla messa in esercizio dell’ascensore. Cosa questa che fa pensare a come il Paese (già poco credibile come considerazione di efficienza operativa) corre il rischio ulteriore di incrementare diffusa ripulsa sociale. Soprattutto se continuerà a fare orecchie da mercante.

Del resto, non sembra che le Istituzioni con cui si ha a che fare ogni giorno siano in grado di prevenire l’assedio della protesta che sale dalle comunità locali. Non foss’altro per l’irrompere di tristi realtà, riferibili a ineludibili doveri di tempestività ed efficienza.

Siamo, quindi, al preludio di una sconfitta irreversibile tra politica e diritti di cittadinanza, stante l’evidenza ripetitiva di un cattivo (ed antico) vezzo. Per cui, ciò che è indispensabile fare per il bene comune può attendere, fino a farsi usanza e costume che è purtroppo il vero volto sfregiato della vita associata.

L’indugiare nelle decisioni concrete è anche uno degli aspetti negativi del vivere singolo e collettivo.

Mentre la tecnica, la politica e la burocrazia continuano imperterrite a disintegrare le speranze nutrite dai cittadini e dalle loro famiglie. Sopraffatti da un angoscioso problema che non consente la possibilità di aprirsi un qualsiasi varco di resipiscenza.

 

Info sull'autore

Vincenzo Lucarelli author