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Primo piano. Su chi scrive (e parla a ruota libera) di infortuni sul lavoro e tecnopatie

Vincenzo Lucarelli

Fotografare come fa, suo malgrado, un’informazione a digiuno di storia economica e di sicurezza e igiene del lavoro, significa non avere bene assimilato la consapevolezza del ruolo affidato alla competizione in atto tra Istituzioni, occupazione, produttività, salute, ambiente e mercato. E a quale grado di frantumazione sono approdati nel tempo i poteri dello Stato, nella dimensione del decentramento amministrativo e operativo, sancito con la riforma sanitaria del 31/12/78. Maggiori informazioni

Sicurezza collettiva a rischio dentro e fuori i luoghi di lavoro

Vincenzo Lucarelli

In questi giorni di calura estiva a geometria variabile siamo vittime e spettatori di incidenti su strada, ferrovia e nella confezione di fuochi d’artificio. Che la dicono lunga rispetto ai titoli dei quotidiani nazionali, lieti di informare i propri lettori circa gli infortuni mortali sul lavoro, complessivamente scesi al 30% in meno, anche se, nel conto finale da 5 anni a questa parte, la crisi economica ha fatto sentire i suoi effetti negativi sull’ occupazione, con una ridotta esposizione a rischio. Maggiori informazioni

Settimana decisiva per le sorti e il futuro dell’ILVA

Vincenzo Lucarelli

E’ l’ennesima volta che ci occupiamo del più importante Centro siderurgico nazionale ed europeo. Oggetto da troppo tempo di interventi (i più vari), di risanamento. Purtroppo, finora, andati a vuoto. Quasi sempre espressione di Magistrati, Sindacati, Istituzioni europee, Governo nazionale e relativo Parlamento. A cui bisogna aggiungere a catena i problemi emersi a Terni, Piombino, Genova Cornigliano e Brescia, anche se ciascuno rappresenta una variabile nel panorama siderurgico del Paese, aggrappato negli ultimi mesi alla mediazione dell’Onorevole Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea, specificatamente incaricato. Maggiori informazioni

ILVA: a rischio famiglia, lavoro, salute, risanamento e produttività

Vincenzo Lucarelli

La questione ILVA in sé, da una parte impone (anche alla SAIL626) di parlarne alla luce dei rischi per l’incolumità fisica e la salute dei lavoratori e delle rispettive famiglie, dall’altra mette alcuni punti fermi nel dibattito in corso, poiché lo stabilimento incriminato, per una infinità di motivi concorrenti, non potrebbe essere chiuso. E a breve risanato al suo interno e fuori. Non foss’altro per il coinvolgimento di attori, e protagonisti vari, della vicenda. Maggiori informazioni

Procedure Standardizzate per la valutazione dei rischi

Daniela Silenziario

 

IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

CON LE PROCEDURE STANDARDIZZATE

Cosa cambia dal 1° giugno 2013

A partire dal 1° giugno 2013, anche i datori di lavori che impiegano fino a 10 lavoratori dovranno redigere il DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (DVR).

Che cosa sono le Procedure Standardizzate?

Le procedure standardizzate sono uno strumento che, in contesti  lavorativi di limitate dimensioni e in assenza di rischi particolarmente rilevanti,
permette la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi nei luoghi di lavoro, in applicazione del criteri di semplicità, brevità e comprensibilità previsti dall’art. 28, D. Lgs. 81/08.

A chi sono rivolte le Procedure Standardizzate?

Le procedure standardizzate sono rivolte a tutti i datori di lavoro di aziende che occupano fino a 10 lavoratori (art. 29, comma 5, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) e che non hanno già elaborato un DVR. Nel caso in cui il datore di lavoro di suddette imprese abbia già elaborato un proprio DVR non occorrerà attuare le Procedure Standardizzate.

Chi è il responsabile della valutazione dei rischi?

Effettuare la valutazione dei rischi è responsabilità del Datore di Lavoro con il coinvolgimento dei seguenti soggetti: il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il Medico Competente, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

Quali sono le sanzioni in caso di mancato adempimento della valutazione dei rischi?

Per omessa redazione del DVR: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.500 a € 6.400. Per incompleta e/o erronea redazione del DVR: ammenda da € 1.000 a € 4.000.

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A 74 anni in India, in pensione: in Italia sul tetto che…scotta

Fulvio Fornaro

Le agenzie, l’altro ieri battevano due notizie: l’indiano Ratan Tata, 74 anni, uno degli uomini più potenti del mondo, va in pensione. A Modena un lattoniere di 74 anni, mentre stava intervenendo sul tetto di una famosa Azienda è precipitato ed è morto. Due uomini, due mondi differenti oggi più che mai. Maggiori informazioni