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Sintesi di un primato del capitale sul lavoro

Vincenzo Lucarelli

Stefano Cingolani, su Il Foglio di venerdì 1° maggio 2015 (pagina VI e VII) traccia “la fine del ciclo secolare della grande industria manifatturiera” e indica nelle “innovazioni digitali l’accelerazione del processo di un nuovo modello di lavoro”.

Il lavoro, “come l’abbiamo inteso nell’ultimo secolo, cioè dipendente e organizzato, non è (più) il perno della società attuale”, né tantomeno l’alfa e l’omega dell’esistenza. Maggiori informazioni

Imparare a rischiare in un futuro incerto

Vincenzo Lucarelli

Fino a non molto tempo fa sapevamo quando e come il rischio andava prevenuto, soprattutto in riferimento agli ambienti di vita e di lavoro. Invece, apprendiamo che bisogna imparare a conoscerlo, stando a ciò che è dato sapere da un certo Gerd Gigerenzer, uno scrittore di nazionalità germanica, di cui si è occupato Gianni Rigamonti e, contemporaneamente, Armando Massarenti sul Domenicale de Il Sole 24 Ore del 5 aprile scorso a pagina 29 – Raffaello Cortina Editore, pagina 364, € 29.00. Maggiori informazioni

Dal terzo settore 4 milioni di volontari per 70 miliardi di fatturato

Vincenzo Lucarelli

Sia per l’economia e sia per la sicurezza e l’igiene del lavoro, nell’ambito del terzo settore, può farsi strada una speranza concreta di impegno tecnico – professionale per uscire dalla crisi in cui si dibatte il Paese. Non è casuale un’indagine conoscitiva sull’argomento che parte da San Patrignano per comprendere a pieno quanto sia importante recuperare significative risorse umane, professionali ed economiche. Persino in riferimento ad una specifica letteratura sociale che mette in evidenza iniziative volte a fare del bene. Maggiori informazioni

Alluvioni, disonore al merito politico e istituzionale

Vincenzo Lucarelli

Come di consueto in tragedie come quelle di Genova, con estensione alla Liguria, al Piemonte con Alessandria e provincia e al Parmense, ci siamo sempre schierati, a nome e per conto della SAIL626, contro il male dell’incuria e della rassegnazione. Anche questa volta, nel prendere spunto dagli avvenimenti atmosferici non ancora del tutto esauritisi, riproponiamo il duplice concetto di prevenzione e protezione. Che dovrebbe essere il filo conduttore della politica ambientale, cui gli eletti al governo della res publica dovrebbero ispirarsi quotidianamente. Specie in un ambito, come l’Italia, a rischio frane e dissesti territoriali a cadenza periodica. Cioè in spazi abitativi, commerciali, agricoli e industriali, nei quali, al di là della abbondante piovosità, la sicurezza degli alvei fluviali è di là da venire. Il che dimostra tanto il mancato rispetto dell’ambiente (e la periodicità delle manutenzioni), quanto l’assenza della capacità delle istituzioni a farsi carico di promuovere, sviluppare e diffondere la cultura della prevenzione.

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Morti sul lavoro per asfissia da gas tossici ad Aprilia in provincia di Latina

Vincenzo Lucarelli

Come curatori di questo online pensavamo che tragedie come quelle avvenute per asfissia nel recente passato avessero insegnato qualcosa. Almeno per non ripetere a fotocopia (in varie aree del Paese) una dinamica di accadimento, priva di giustificazione. Invece, ci siamo illusi e siamo qui a commentare (e analizzare) episodi dovuti a esalazioni tossiche nel compostaggio di rifiuti nocivi. Maggiori informazioni

Che cosa c’è di rischioso per la salute dei consumatori negli OGM?

Vincenzo Lucarelli

Più spesso di quanto si possa immaginare, “un libro da leggere” sugli OGM non può passare sotto silenzio. Men che meno da parte di un Organismo di Prevenzione qual è quello della SAIL626. Specialmente per quanto riguarda gli eventuali consumatori che ne sono spaventati, perché la semplice parola, nella vulgata collettiva, fa paura. Evoca immagini orripilanti, come la “fragola-pesce”, con la polpa di questo frutto innervata in una lisca pungente. Oppure il “pomodoro con un feto in grembo”. Maggiori informazioni

Luci e ombre di un semestre europeo in itinere

Vincenzo Lucarelli

Già a fine giugno 2014 ci siamo soffermati, a nome e per conto della SAIL626, sul semestre europeo. Per il quale avvertiamo, alla luce del ruolo fin qui svolto da questo online nel contesto informativo nazionale e locale, di trarre alcune prime impressioni, partendo dall’evento inaugurale di Strasburgo. Con riferimento all’esordio del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha tracciato le linee programmatiche (non del tutto esaustive) del semestre in corso. Con una attenzione specifica ad una auspicata “uscita di sicurezza”, (di siloniana memoria) da alcuni asfissianti vincoli economici e di indipendenza politica. Maggiori informazioni

Edifici scolastici a rischio. Non c’è più nulla da scoprire dall’altro secolo a oggi

Vincenzo Lucarelli

Se la memoria non ci tradisce, 25.000 scuole pericolanti, insicure e antigieniche, già negli anni ’80 e ’90 del ‘900 erano state identificate (e classificate). Un dato numerico, per come vanno le cose in Italia, certamente cresciuto (e di non poco) in anni successivi a quelli indicati. Particolarmente, su come si costruisce male nel nostro Paese, soprattutto se si tratta di lavori pubblici. Cioè, di quelli relativi ai cosiddetti templi della cultura, del sapere e della competenza professionale. Nei quali la sicurezza è un optional. Maggiori informazioni

Salvare il territorio tra incuria, ipocrisia e incompetenza

Vincenzo Lucarelli

I disastri atmosferici, che non sono solo di oggi, non vengono da tanto lontano. Particolarmente per quanto riguarda il dissesto idrogeologico a cui manca quello che Corrado Clini, (già Ministro dell’Ambiente, vedasi Il Corriere della Sera 06/02/2014), ritiene debba essere curato con una “misura infrastrutturale”, finalizzata “alla crescita sostenibile dell’Italia intera”. E “ad alto valore aggiunto”, con effetti significativi a favore dell’occupazione giovanile, dell’incremento di entrate e misure in deroga rispetto al Patto di stabilità. In breve, una specifica pratica a non remare contro ciò che “madre natura, con il contributo essenziale della prevenzione”, è riuscita a lasciare in eredità alle generazioni moderne, mostratesi più avvedute delle attuali per aver saputo tramandare “modelli conservativi ispirati alla fatica dell’esperienza sul campo”. Maggiori informazioni