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Imparare a rischiare in un futuro incerto

Vincenzo Lucarelli

Fino a non molto tempo fa sapevamo quando e come il rischio andava prevenuto, soprattutto in riferimento agli ambienti di vita e di lavoro. Invece, apprendiamo che bisogna imparare a conoscerlo, stando a ciò che è dato sapere da un certo Gerd Gigerenzer, uno scrittore di nazionalità germanica, di cui si è occupato Gianni Rigamonti e, contemporaneamente, Armando Massarenti sul Domenicale de Il Sole 24 Ore del 5 aprile scorso a pagina 29 – Raffaello Cortina Editore, pagina 364, € 29.00. Maggiori informazioni

Dal principio di precauzione all’ossessione per il rischio zero

Vincenzo Lucarelli

Da alcuni anni, con crescendo impressionante, la prevenzione è stata surclassata dal principio di precauzione, tirato in ballo da un certo lessico ecologista per arginare le conseguenze eventuali di calamità naturali.

Una questione, che pure è stata affrontata nei secoli passati applicando un diverso modo di operare in casi del genere. Il tema, purtroppo, si ripropone ad ogni temporale, quando i fenomeni atmosferici (tutt’ora in corso), vengono apostrofati e ribattezzati con gli appellativi di “bombe d’acqua”. Oppure di “strade allagate e frane inarrestabili”. Persino con “l’assenza di manutenzioni fognarie”, senza che se ne individuino cause e responsabilità. Situazione a cui si pone mano nell’immediato emergenziale per poi ricominciare tutto daccapo alla prossima catastrofe. Cosicché, la tendenza è quella della provvisorietà delle soluzioni, a cui segue tuttavia qualche modesta sanzione, assolutamente inefficace come monito. Maggiori informazioni

Il disagio esistenziale tra opulenza, frustazioni e incognite

Vincenzo Lucarelli

Non è poi tanto inopportuno, osservando la realtà, fare una diagnosi dei rischi presenti nel ventre molle dell’attuale società. I cui valori sono rappresentati da potere, soldi e alto tenore di vita, esaltati da pubblicità, media e modelli sociali. Che determinano spaesamento collettivo e mancanza di senso del pericolo contro cui non si finisce mai di lottare per sopravvivere.

È sufficiente prendere in  esame i contorni e le entità della parola pericolo per evocare fatti e comportamenti carichi di connotazioni insopportabili. Maggiori informazioni

Zibaldone n°2/13. Miscellanea informativa territoriale sulla sicurezza del lavoro

Vincenzo Lucarelli

Quattro morti sul lavoro in provincia di L’Aquila in appena venti giorni tra ottobre e novembre 2013, non è solo un indice statistico, ma è anche (e soprattutto) una tragedia. Che segna un triste primato nel panorama nazionale del fenomeno, la cui dinamica può essere classificata a prevalente carattere “domestico”, cioè nel perimetro delle rispettive proprietà immobiliari. Nel cui ambito i malcapitati si sono cimentati a svolgere mansioni non proprie dal punto di vista tecnico-professionale, essendosi affidati ad una competenza empirica, si fa per dire, sulle ristrutturazioni edilizie e sull’uso di strumenti di lavoro non possedendo una sufficiente dimestichezza funzionale anzi per esserne del tutto a digiuno. Fino a farsene un vanto lavorando sodo autonomamente, sia per risparmiare un bel mucchio di quattrini e la correlata tracciabilità fiscale, sia per  progredire pericolosamentenei saperi della mano”. Maggiori informazioni

INNOCENZA A RISCHIO

Vincenzo Lucarelli

Difendiamo l’innocenza. Nella sua integrità fisica e morale. Ancora siamo sdegnati e commossi per il susseguirsi di fattacci che si consumano selvaggiamente sulla pelle ignara e sull’ anima dei nostri fanciulli.

Non c’è un ultimo episodio, perché la cronaca quotidiana che rimbalza dal teleschermo e sui giornali ce ne offre un triste campionario. Maggiori informazioni