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Prevenzione dei rischi sul lavoro e nei luoghi di vita. Un sentiero stretto tra crescita economica e crisi reale.

Vincenzo Lucarelli

I temi che riemergono dalle ceneri della storia sono identici a quelli collegati all’ethos comunitario. Soprattutto per quanto riguarda un corale impegno del fare, secondo un ambizioso proclama governativo per un salto di qualità nel processo di modernizzazione della vita associata. Un nuovo percorso, a riparo di un montante conflitto collettivo, che richiederebbe una convinta assunzione di responsabilità. Maggiori informazioni

Settimana decisiva per le sorti e il futuro dell’ILVA

Vincenzo Lucarelli

E’ l’ennesima volta che ci occupiamo del più importante Centro siderurgico nazionale ed europeo. Oggetto da troppo tempo di interventi (i più vari), di risanamento. Purtroppo, finora, andati a vuoto. Quasi sempre espressione di Magistrati, Sindacati, Istituzioni europee, Governo nazionale e relativo Parlamento. A cui bisogna aggiungere a catena i problemi emersi a Terni, Piombino, Genova Cornigliano e Brescia, anche se ciascuno rappresenta una variabile nel panorama siderurgico del Paese, aggrappato negli ultimi mesi alla mediazione dell’Onorevole Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea, specificatamente incaricato. Maggiori informazioni

L’ILVA di Taranto non è solo un problema pugliese.

Vincenzo Lucarelli

Sono settimane, se non di più, che la grande stampa nazionale e internazionale informa l’opinione pubblica italiana, specificatamente il mondo del lavoro, dell’economia e delle istituzioni locali sul problema della crisi dell’ILVA di Taranto; non solo su come uscirne per salvare la produzione già pronta per 8 miliardi di Euro, destinata al mercato nazionale ed europeo, ma anche per contribuire a creare le condizioni di una svolta nelle relazioni tra capitale e lavoro, nonché tra capacità di salute, magistratura e ambiente di vita. Maggiori informazioni

Taranto: “meglio morire di tumore che di fame”

Vincenzo Lucarelli

E’ questo lo sfogo improvviso, una specie di lugubre slogan, che ha fatto il giro mediatico nazionale. Uscito dalla testa di Anna Anello, cittadina del quartiere Tamburi, il più inquinato di Taranto, in cui vivono 18000 abitanti. Dichiarazione emblematica dovuta alla chiusura dei forni dell’Ilva, che la dice lunga di una situazione drammatica, sulla quale è in corso da tempo un’azione coordinata di risanamento ambientale tra proprietà, sindacati e autorità pubblica.

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Taranto e la siderurgia territoriale:tra sicurezza del lavoro, ambiente, occupazione e sviluppo sostenibile.

Vincenzo Lucarelli

Se ne parla tanto in questi giorni, a seguito di un intervento del Gip di Taranto, che ha firmato il sequestro dello stabilimento ILVA per disastro ambientale, riproponendo l’irrisolto dualismo tra lavoro e salute. Al centro della contesa, però, c’è l’uomo e lo specifico rapporto con il mondo produttivo. Cioè con un variegato firmamento di interessi in competizione, da cui dipende la ricchezza nazionale e locale. Si tratta, sempre e comunque, di una navigazione difficile in acque risultate inquinate da un ambientalismo carico di promesse disattese, degno di miglior causa. Maggiori informazioni